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News 2015

Un'invenzione al giorno: Plastiche vegetali e biodegradabili da scarti di prezzemolo e cannella

Il gruppo di ricerca “Smart Materials” dell'IIT - Istituto Italiano di Tecnologia - di Genova, coordinato da Athanassia Athanassiou, ha sviluppato un metodo rivoluzionario per produrre plastica utilizzando la lavorazione degli scarti vegetali quali ad esempio prezzemolo, cannella, cioccolato, ecc. Il procedimento è molto semplice – gli scarti vengono trattati con polimeri o solventi naturali (e non polimeri derivanti dal petrolio come accade oggi) per renderli malleabili e, ovviamente, completamente biodegradabili; un processo produttivo a temperatura ambiente senza alcun impatto anche nella fase produttiva. 

Materiali, dunque, costituiti da fibre naturali e che, pur avendo proprietà meccaniche simili a quelle della plastica, a fine ciclo possano essere riassorbiti dalla natura: i cosiddetti smart materials. Le caratteristiche di questi materiali possono elencarsi inbioplastica 300

1. totale biodegradabilità in ambiente (cellulosa naturale al 100%);
2. alto contenuto di olii essenziali che consentono applicazioni anche nel campo del packaging alimentare,
3. possibilità di creare miscele con più vegetali per ottenere proprietà meccaniche diverse.

Gli utilizzi potenziali sono molteplici: dalla plastica con proprietà antiossidanti e antimicrobiche proveniente dal prezzemolo, alla plastica antibatterica ottenuta dalla cannella. O ancora, plastica con capacità di assorbire metalli pesanti dispersi nell’acqua proveniente dal caffè.


Una plastica a “km zero”, che consentirebbe di risolvere il problema dello smaltimento dei rifiuti biologici, e sarebbe di origine completamente controllata.
Le nanotecnologie possono aiutare a mantenere sotto controllo cambiamenti climatici, eccessivo sfruttamento del terreno e inquinamento chimico, non è difficile quindi ipotizzare le applicazioni di questo materiale per capire le potenzialità di inserimento nel mercato.


#1invenzionealgiorno di @IITalk

Last Updated on Wednesday, 28 January 2015 14:25

Un'invenzione al giorno: l’energia pulita che potrebbe rivoluzionare la nostra vita. Celle fotovoltaiche stampabili, organiche e flessibili

Ogni Kw risparmiato equivale a 1 Kw prodotto, ma con il vantaggio che non vi sono impatti ambientali. Una ricerca in grado di recuperare quanto normalmente viene sprecato che sviluppa nuovi campi applicativi con ampie prospettive.

Carvelli stampabile small

L'Istituto Italiano di Tecnologia con il gruppo di ricerca guidato da Marco Carvelli del CNST (Center for Nanoscience and Technology), dell'IIT a Milano, ha sviluppato una nuova tecnologia in grado di recuperare la luce delle lampadine, che diversamente andrebbe semplicemente sprecata. Si tratta di un film di plastica stampabile fotosensibile in grado di recuperare questa luce, trasformandola nuovamente in elettricità. Questo tipo di pannelli fotovoltaici è realizzato con inchiostro di polimeri applicato su fogli di plastica, che vengono stampati con una rotativa, secondo un procedimento analogo a quello della stampa dei giornali.

Questa tecnologia è conosciuta come fotovoltaico organico. Le prime pubblicazioni scientifiche risalgono alla fine degli anni ’80 ma le prime applicazioni risalgono ai primi anni del nuovo secolo in USA ed in Germania. Il fotovoltaico organico è già a pochi passi dall’applicazione commerciale grazie alla collaborazione con OMET, una azienda lecchese leader nella progettazione e produzione di impianti e linee ad elevata tecnologia per la stampa.

Il salto applicativo è avvenuto nel momento in cui il controllo dei metodi di sintesi, assemblaggio e misura di atomi e molecole è arrivato alla scala del nanometro (miliardesimo di metro).  La nanotecnologia è infatti la capacità cioè di lavorare con l’infinitamente piccolo, utilizzando i mattoni fondamentali della realtà: gli atomi. Si è potuto così realizzare un semiconduttore (un materiale in grado di far passare elettricità ed informazioni) che imita il funzionamento dei fotorecettori naturali presenti nella retina (le strutture che permettono di percepire la luce) sostituendo il silicio con un materiale organico con caratteristiche più “naturali” quali sofficità, flessibilità, leggerezza e biocompatibilità.

Il risultato è un pannello fotovoltaico stampabile – esattamente come un giornale o un libro – flessibile e sottilissimo, in grado di produrre elettricità anche da pochi raggi di luce. Il suo utilizzo potrà ovviamente essere esterno ma anche interno, in quanto si adatta a tutte le superfici ed è in grado di sfruttare tutte le sorgenti luminose, anche quelle piccole ed artificiali. Questo potrebbe essere il primo passo per una reale produzione distribuita. Le celle realizzate con la tecnica della stampa permettono produzioni a basso costo e in larga scala.

Le applicazioni sono potenzialmente illimitate. Smartphone, tablet o smartwatch potrebbero ricaricarsi in modo continuo grazie alle celle fotovoltaiche stampate sulle loro parti plastiche; le abitazioni potrebbero integrare la sostenibilità in design più accattivanti, attraverso l’utilizzo di celle colorate inserite in facciate, vetrate o elementi di arredo; i sistemi di sorveglianza non avrebbero bisogno di cablaggi: lo stesso varrebbe per ogni tipo di sensore. In ambito medico si potrebbe pensare a indumenti in grado di monitorare senza alcun cavo alcuni parametri vitali come il ritmo cardiaco e la pressione. Nella moda si potrebbero disegnare indumenti che si illuminano, che permettono di ricaricare piccoli strumenti elettronici. Nell’industria alimentare si potrebbero avere dei packaging dinamici e modificabili in tempo reale o etichette intelligenti controllate a distanza nei supermercati.

Per ora le celle fotovoltaiche flessibili possono alimentare solo accessori elettronici, display e luci LED, ma il giorno in cui potremo beneficiare di questa nuova metodica per ottenere energia pulita a basso costo, grazie a vestiti, abitazioni ed elettronica intelligente, è più vicino di quel che si possa pensare. Una start up potrebbe portare questo prodotto nelle case e, iniziando con l'Internet of things e le innovazioni nel campo della domotica, progredire verso nuove applicazioni anche in altri campi.

#1invenzionealgiorno di @IITalk

Last Updated on Tuesday, 27 January 2015 16:04

Istituto Italiano di Tecnologia: auspichiamo l’approvazione della norma per le nostre start-up. Ipotesi centralizzazione brevetti snatura la missione di IIT

Questo il commento dell’Istituto Italiano di Tecnologia in merito alle indiscrezioni sull’ Investment Compact:

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In riferimento alle numerose indiscrezioni sul Decreto Investment Compact che riguardano l’Istituto Italiano di Tecnologia e in attesa della sua ufficializzazione, l’istituto intende precisare che nei mesi scorsi ha sottoposto ai Ministeri competenti la richiesta di predisporre una norma che consentisse ad IIT di partecipare direttamente alle start up e spin off generate dai propri brevetti (come già avviene nella ricerca pubblica), con l’obiettivo di creare nuova impresa e nuova occupazione.

L’ipotesi invece di rendere IIT l’ente per la gestione della proprietà intellettuale di tutti gli istituti nazionali di ricerca pubblici e delle Università è estranea alla missione di IIT.

Pertanto, all’unisono con il mondo della ricerca, esprimiamo la nostra perplessità sulla norma sia nel merito che nel metodo.

Last Updated on Friday, 23 January 2015 15:58

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Ten Tenure-Track Positions in Nanotechnology, Materials Science, Energy, Robotics, Artificial Intelligence, Molecular Biology and Bioinformatics

The Istituto Italiano di Tecnologia / Italian Institute of Technology (IIT) is pleased to announce TEN new tenure-track openings (open rank) in broad areas, as part of an ambitious plan to expand our tenure-track system by more than 100 scientists over the next decade.

IIT seeks dynamic, highly motivated, independent and innovative researchers to join our community of scientists and technologists engaged in cutting-edge research and development.Candidates must be creative thinkers who span traditional scientific boundaries, with the overarching goal of melding science and technology to improve human health, welfare and sustainability.

IIT has state-of-the-art facilities and has rapidly established itself among top research institutes worldwide. IIT has a strongly international character, with more than 40% foreign scientific staff drawn from over 50 countries worldwide.

The new tenure-track scientists will be intellectually and financially independent (i.e., principal investigators) and will enjoy world-class start-up and operational funding, as well as internationally competitive salaries and benefits. IIT also strongly encourages and assists its scientists in expanding their research scope by obtaining independent external support from national, European and international funding agencies.

Hiring procedures of IIT are based solely on scientific credentials, and our search committees include external members from foreign institutions to provide diverse, independent perspectives. We encourage non-Italians and Italians, both abroad and in Italy, to apply.

Last Updated on Friday, 23 January 2015 16:02

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