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Carta idrorepellente: uno "smart material" targato IIT

La carta viene trattata con soluzioni contenenti materiali polimerici miscelati con micro filler o materiali nanotecnologici. L’interazione tra la soluzione e le fibre provoca la formazione di un guscio polimerico 3-D morbido, intrappolando una quantità controllata di cariche attorno ad ogni singola fibra.

L’aspetto macroscopico della carta non cambia. CARTA IDROREPELLENTE

Il processo tuttavia permette di ottenere carta impermeabile e multifunzionale (ad esempio magnetica, autopulente, antibatterico, antimicotico) a causa della presenza del polimero idrofobo e dei riempitivi. Una volta creato il materiale lo si può usare per trattare materiali come carta o tessuti, con diversi metodi; in ogni caso è importante comprendere che non si tratta di uno strato aggiuntivo, ma di una tecnica che ricopre con precisione ogni fibra.


Questo permette anche di conservare le proprietà originali del materiale, come – nel caso della carta – la possibilità di stamparci. La carta intelligente guarda avanti. Una delle possibili applicazioni riguarda il campo dei documenti preziosi che si possono, ad esempio, crittografare magnetizzandone una piccola porzione. Fogli antibatterici possono essere impiegati per impacchettare alimenti



#1invenzionealgiorno  @IITalk

Last Updated on Monday, 16 February 2015 11:08

Il Super microscopio ottico IML-SPIM

Il super microscopio ottico IML-SPIM –permette di studiare l’attività di singole molecole e proteine presenti nelle cellule viventi, e di comprendere cosa accade in embrioni o ammassi tumorali. Il super-microscopio nasce nel dipartimento di Nanofisica di IIT e ha l’obiettivo di dare un importante contributo alla comprensione di quei meccanismi cellulari legati a malattie neurodegenerative, come l’Alzheimer e il Parkinson, o a malattie oncologiche.optical-live-cell-3d-fig-2

 
IML-SPIM, acronimo per “Individual Molecule Localization” e “Selective Plane Illumination Microscopy”, è dotato di un potere risolutivo maggiore di dieci volte rispetto ai microscopi ottici tradizionali, che consente di distinguere la composizione tridimensionale di campioni biologici spessi – come ad esempio gli aggregati cellulari – raggiungendo valori di precisione alla nanoscala impensabili fino a pochi anni fa.

Il super microscopio IML-SPIM coniuga in modo originale, in un unico strumento, due tecniche avanzate per lo studio e la realizzazione di immagini in super-risoluzione e tridimensionali: il “microscopio a selezione del foglietto d’illuminazione ” (SPIM) e la “localizzazione di singola molecola” (IML), che permettono di analizzare la tipologia e la posizione di molecole, come per esempio il DNA, le proteine e altre macromolecole che costituiscono il campione biologico, a livello tridimensionale e nel tempo.

La tecnica SPIM consente di accedere alle informazioni del campione sezionandolo in sottili “fettine” ottiche o foglietti, permettendo una “navigazione 3D” a strati successivi e senza alterarne le condizioni “vitali”. Dall’altro lato, la tecnica IML si basa sul metodo della fluorescenza e consiste nella capacità di realizzare la localizzazione 3D di singole molecole, consentendone l’identificazione con una precisione unica che oscilla tra i 10 e i 30 nanometri.






#1invenzionealgiorno  @IITalk

Last Updated on Sunday, 15 February 2015 10:19

Dual Cam: la telecamera acustica che vede nel buio

DualCam, è la prima telecamera ottico-acustica che integra in unico dispositivo tutti i requisiti di un sistema di sorveglianza: riconosce le immagini e identifica la sorgente di un suono di un ambiente. Lo strumento nasce dalla ricerca del dipartimento PAVIS di IIT - Istituto Italiano di Tecnologia di Genova, che si occupa di sviluppare sistemi intelligenti per l’analisi e il riconoscimento di immagini. DualCam-logo-WIP1-300x165

DualCam è in grado di rielaborare insieme informazioni visive e acustiche, generando un’unica immagine acustico-ottica di un ambiente. Questo permette di individuare, in maniera automatica, se all’interno di una stanza o di uno spazio pubblico, sono in corso azioni non consuete o sorgenti di rumore anomali. La capacità di analizzare la presenza, la posizione e il tipo di suono all’interno di un ambiente è fondamentale se si pensa a contesti di scarsa visibilità, come per esempio in presenza di fumo e nebbia, o di buio, dove è necessario individuare la presenza di una fonte, quali una persona che parla o chiede aiuto, o altri rumori artificiali.

DualCam è un dispositivo inseribile in una rete di sensori eterogenei, capace di eseguire analisi di segnali audio e video, a costi contenuti e in condizioni ambientali proibitive per altri sensori. Grazie ad algoritmi di analisi automatica dell’immagine, è in grado di rilevare, localizzare, classificare e notificare eventi anomali o allarmanti, in tempo reale e senza interruzioni.

DualCam è il prodotto di una start-up di IIT che è stata premiata nella categoria Industrial a Smart cup Liguria nel 2013.
 

#1invenzionealgiorno  @IITalk

Last Updated on Saturday, 14 February 2015 10:40

Abbi: il braccialetto per non vedenti

Un braccialetto sonoro in grado di aiutare i bambini con disabilità visive ad orientarsi nello spazio, è stato costruito dopo anni di studio da parte dei ricercatori dell’IIT, in collaborazione con l’Istituto David Chiossone di Genova. IMG 3152

Si tratta di un dispositivo sonoro indossabile, attraverso cui il bambino non vedente potrà esplorare le dimensioni del proprio corpo, basandosi sull’origine del suono emesso, siano esse le braccia o le gambe, oltre a potersi orientare nello spazio: i dispositivi possono essere utilizzati per creare reti sonore da dislocare negli ambienti in cui le persone non vedenti vivono, permettendo così che l’udito, e non la vista, crei una mappa spaziale nella quale la persona potrà muoversi.

I ricercatori di IIT, infatti, hanno recentemente evidenziato che le persone non vedenti hanno una limitata percezione del proprio corpo, e che ciò pregiudica ulteriormente la loro capacità di muoversi nello spazio con semplicità; grazie a questi studi hanno inoltre dimostrato che l’udito e la percezione del suono possono subentrare alla vista compromessa come strumento di orientamento nello spazio.
Tali risultati hanno permesso la realizzazione di un braccialetto sonoro indossabile, dal disegno semplice e realizzato con una tecnologia affatto invasiva, e il cui utilizzo non richiederà alcuna particolare istruzione proprio perché la sua azione sfrutta un meccanismo naturale del cervello.

La realizzazione e la prova degli effetti del braccialetto sono il focus di un progetto europeo (ABBI) coordinato da IIT, e cui partecipano istituti dedicati allo studio e alla riabilitazione della cecità, quali l’Universität Hamburg e l’Istituto David Chiossone onlus a Genova. In particolare il dispositivo sarà utilizzato da un gruppo di 150 bambini non vedenti provenienti dal territorio ligure, con il coinvolgimento delle loro famiglie nelle fasi di prova e analisi degli effetti.








#1invenzionealgiorno  @IITalk

Last Updated on Thursday, 12 February 2015 11:25

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